Dal '94 al 2005 PDF Stampa E-mail

E veniamo alla storia recente. Una storia iniziata nel modo peggiore, da un fallimento e dal rischio per il calcio vero pisano, di sparire per sempre dal panorama sportivo italiano. Siamo nella travagliata estate del 1994, da qui al 2005 affidiamo la cronaca ad un pezzo della storia del Pisa Calcio tratta dal sito ufficiale www.pisacalcio.it arricchendolo di immagini in nostro possesso.


1994-95: LA BREVE COMPARSA DELL' A.C. PISA (Eccellenza Toscana)

Quella del 1994 fu un'estate terribile. Il calcio a Pisa sarebbe sparito se non si fosse costituita subito una nuova società. Dopo interminabili giorni di suspence, alcuni volenterosi personaggi locali iscrissero una nuova sociretà, l'Ac Pisa, al campionato regionale di Eccellenza. La nuova squadra fu approntata in breve tempo e non fu in grado di lottare per la promozione, concludendo all' 8° posto, fra mille difficoltà di carattere burocratico e finanziario, ma mai abbandonata dal pubblico pisano.

1995-96 NASCE IL PISACALCIO (Campionato Nazionale Dilettanti)

Una nuova pagina dello sport cittadino si aprì quando il gruppo composto da Roberto Posarelli, Enrico Gerbi e Bruno Meliani fondò il Pisa Calcio 1995 che rilevò il pericolante Ac Pisa. Fu preparata una nuova squadra che, per le garanzie offerte dalla società, fu ripescata nell'agosto 1995 nel Campionato Nazionale Dilettanti. All'allenatore Luciano Filippi fu affidato un buon gruppo che annoverava anche due giocatori molto esperti quali Gianluca Signorini e Davide Lucarelli i quali condussero la squadra al 1° posto in classifica dopo un lungo duello con Aosta e Biellese. La vittoria nella penultima giornata a Torino sul campo del Nizza (rete di Signorini) spianò la strada alla squadra.

Anche il pubblico fece la sua parte: 8.000 spettatori con l'Aosta, 10.000 nell'ultima trionfale partita vinta per 2-0 all'Arena Garibaldi contro il Viareggio, il 28 aprile 1996, con reti di Mussi e Andreotti. Questa vittoria significò per il Pisa Calcio l'approdo alla C2 e, per i tifosi pisani, il ritorno al calcio professionistico.
La squadra che ha riconquistato la Serie C: Schiaffino (Corradi), Niccolini, Lucarelli, Felice, Baroni, Signorini, Baldini, Gargani, Spinesi (Del Rosso), Andreotti, Mussi. All. Filippi.

1996-97 IL PISA TORNA TRA I PROFESSIONISTI (SERIE C2)

Nel 1996-97 la squadra disputò un buon campionato, ma sciupò tutto nel finale. Filippi venne esonerato a metà stagione per far posto a Vanini, poi fu richiamato. La sconfitta interna con il Rimini portò i neroazzurri al 6° posto, per un solo punto fuori dai play-off per la promozione in C1. La stagione sarà comunque ricordata per il ritorno del sentito derby con il Livorno: il 17 novembre 1996 circa 3.000 pisani spinsero la squadra al pareggio per 1-1 in trasferta (rete di Paolo Andreotti); il 6 aprile davanti a 15.000 spettatori all'Arena Garibaldi la partita terminò invece 0-0.

Una immagine del Derby a Livorno

L'esordio in casa contro il Forlì (5 a 0)

Pisa-Pontedera 2 a 1

Torna a Pisa Il Derby: Spettacolo sugli spalti

Ancora una immagine del Derby

1997-98 UN ANNO DI TRANSIZIONE (SERIE C2)

Nel 1997-98 la squadra venne rifondata e affidata al coach pisano Roberto Clagluna; c'era ottimismo in città, grazie anche al sonante 4-2 inflitto al Livorno nella Coppa Italia di C. Ma i neroazzurri disputarono un campionato a "corrente alternata"; l'esonero di Clagluna in favore della coppia Signorini-Baldoni non ottenne gli effetti sperati ed il Pisa Calcio concluse la stagione al 10° posto in classifica.

1998-99 LA CAVALCATA DELLA CORAZZATA DI D'ARRIGO (SERIE C2)

Il campionato 1998-99 è stato forse il più bello nella storia del nuovo Pisa Calcio, conclusosi con la vittoria del campionato di Serie C2. La squadra, totalmente rinnovata nel mercato estivo per opera del ds Giovanni Botteghi, ha affrontato la stagione con grande determinazione sotto la guida di Francesco D'Arrigo, concludendo in testa con 9 punti di vantaggio sulla seconda classificata, ma durante la stagione il vantaggio era arrivato ad un massimo-record di ben 18 punti. Un bel modo per festeggiare i 90 anni di calcio a Pisa (1909-1999).

La formazione della promozione in Serie C1: Verderame, Lauretti, Cei, Andreotti, Tomei (Marcato), Zazzetta, Moro, Logarzo, Ricci, Mobili (Del Bianco), Muoio. All. D'Arrigo.

Una immagine di Pisa-Pro Vercelli

Si festeggia il ritorno in C1

1999-2000 TRA COPPA ITALIA E SFORTUNA (SERIE C1)


La stagione successiva (1999-00) poteva essere quello del "grande slam", invece si é conclusa lasciando l'amaro in bocca. La squadra, rinnovata ampiamente, é partita bene, senza accusare il salto di categoria. Dopo un periodo di flessione (dovuta a molti infortuni) i nerazzurri sono riusciti a raggiungere un meritatissimo secondo posto, ad un solo punto dal Siena capolista. Un grande risultato per una squadra neopromossa.

Fiore all'occhiello é stata la conquista della Coppa Italia di C in finale contro l'Avellino, con un netto 3-0 all' Arena Garibaldi che ha ribaltato la scofitta per 1-0 subìta all'andata. E' stato l'anno dei goal di Gianluca Savoldi finalmente temuto dagli avversari, l'anno della difesa di ferro e delle tante vittorie in trasferta. Ma si sa che i play-off non perdonano: il Brescello si é dimostrato più cinico e il goal-vittoria di Massimiliano Vieri all'ultimo minuto della gara di ritorno nelle semifinali ha eliminato i nerazzurri (1-1 all'andata in Emilia). La Serie B é svanita così in un attimo.... una delusione cocente, coperta solo in parte dalla vittoria della Coppa Italia di Serie C.
La squadra che ha sfiorato la Serie B: Rosin, Deoma, Rossi, Andreotti, Zattarin (Niccolini), Baraldi, Femiano (Moro), Quaranta (Greco), Savoldi, Serra, Varricchio. All. D'Arrigo.

Pisa-Avellino 3 a 0. Il Pisa vince la coppa di C. Striscione in memoria di Romeo.

2000-2001 UN ANNO ANONIMO (SERIE C1)

Il nuovo Millennio, non si é aperto bene per il Pisa Calcio e ha segnato la fine dell'era Posarelli-Gerbi. I nerazzurri hanno infatti disputato due campionati abbastanza anonimi, concludendo entrambe le stagioni all'11° posto senza acuti e con poche soddisfazioni. Nel campionato 2000-01 la squadra, ampiamente rinnovata dal ds Adriano Polenta e allenata da D'Arrigo, non é riuscita a rendersi protagonista del campionato.

2001-2002 DAL DUO GERBI-POSARELLI A MAURIZIO MIAN (SERIE C1)

Nell'anno successivo (2001-02), nonostante una partenza al rallentatore, é comunque emerso il buon lavoro svolto dal dg Stefano Braghin, dal ds Mauro Meluso e dall'allenatore Corrado Benedetti, lavoro che ha permesso di gettare ottime basi per il futuro. Il 14 maggio dello stesso anno, il Pisa Calcio passa di mano e viene acquistato da Maurizio Mian, il quale si è alternato alla presidenza con la madre (Maria Gabriella Gentili Mian) fino al 2005. Nonostante un grande dispendio economico, i neroazzurri non sono risuciti a salire di categoria.

2002-2003 LA BEFFA DI BERGAMO (SERIE C1)

L'obiettivo è stato vicinissimo nel campionato 2002-03: la squadra allenata da Simonelli ha perso la serie B ai supplementari nella sfortunata trasferta di Bergamo per la finale di ritorno dei play-off contro l'Albinoleffe, con 10.000 pisani al seguito. Un vero peccato per una stagione che era partita con il piede giusto grazie alla storica vittoria a Firenze in Coppa Italia di C contro la nuova Florientia Viola grazie ad una rete di Alessio Frati.

Immagini tratte dall'indimenticabile coreografia della finale con l'Albinoleffe.

 

 

 

2003-2005 DUE STAGIONI INCOLORE (SERIE C1)

Le due stagioni successive (2003-04 e 2004-05, allenatori: Simonelli, Cabrini, Masi e Iaconi) non hanno regalato ai pisani le emozioni sperate, pertanto la famiglia Gentili - Mian ha deciso di cedere la mano. Il 1 luglio 2005 è ufficialmente avvenuto il passaggio al nuovo proprietario Leonardo Covarelli, imprenditore immobiliare perugino. La nuova squadra, costruita da Roberto Onorati e Giuseppe Accardi, è stata affidata a Manuele Domenicali per scrivere una nuova pagina della lunga storia neroazzurra.

Testi di pisacalcio.it

Ultimo aggiornamento Mercoledì 26 Agosto 2009 23:55
 

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