1993-94 - Serie B PDF Stampa E-mail

L'ultimo anno del Pisa Sporting Club conduce Romeo Anconetani al punto di partenza (ovvero la C1) e poi al fallimento che sancisce la sparizione del Pisa dal calcio professionistico. Il tutto contrassegnato da una serie di episodi beffardi, tra clamorosi harakiri e una certa dose di sfortuna. A partire da Ferragosto, quando l'ex-giocatore Giorgio Rumignani, con indosso pantaloncini e maglietta della divisa ufficiale, viene esonerato poche ore prima dell'amichevole a Forte del Marmi contro l'Empoli, appena Romeo viene a sapere che in appoggio all'unica punta giocherà l'ala Rotella nel ruolo di trequartista anzichè il giovane attaccante proveniente dalla Primavera del Milan Lorenzini, considerato invece troppo acerbo dall'allenatore nerazzurro. Al posto di Rumignani arriva Walter Nicoletti, con a disposizione altri giovani debuttanti, i Primavera dell'Atalanta Rovaris, centrocampista esterno tutta corsa, e Ambrosio, portiere che candidamente ammetterà di essere in difficoltà con i palloni che spiovono in area con una potenza nettamente differente da quelli ai quali era abituato nel massimo campionato giovanile. Nonostante gli arrivi autunnali dell'esperto mediano Mattel dall'Udinese, del portiere Antonioli dal Milan e del rapido e letale giovane attaccante della Roma Muzzi, la squadra palesa una certa fragilità di fronte agli imprevedibili manti erbosi della Serie B. E dopo una partenza da centroclassifica con due convincenti vittorie casalinghe contra Modena e Palermo, i nerazzurri nel resto dell'andata ottengono appena due successi. Nel frattempo il carisma di Anconetani viene messo in discussione, tanto che il sofferto pareggio casalingo con l'Acireale agguantato negli ultimi minuti, provoca una protesta che porterà il presidente a comparire nei titoli dei principali telegiornali nazionali, a causa di una ferita all'occhio per un oggetto lanciato dalla curva mentre stava cercando di placare gli animi. Una nuova e spiazzante dimensione che porta alla cacciata di Nicoletti addirittura dopo una vittoria, non entusiasmante ma preziosa, contro il Venezia. Anconetani spiegherà il provvedimento con l' «evidente deterioramento del rapporto tra il pubblico e l'allenatore, evidenziato anche dal graduate distacco degli spettatori dalla partecipazione alle partite interne. Contro ilagunari i presenti sugli spalti dell'Arena Garibaldi sono circa 4mila, sintomo di un disamore che ha radici più profonde. Abituato allo yoyo tra la A e la B e a veder vestire la maglia nerazzurra da elementi in ascesa ad alti livelli del calcio italiano o comunque affermati, i tifosi imputano a Romeo di ingaggiare troppi uomini in prestito, rei di scarso impegno appena il campionato gira la boa e il loro futuro sta per essere deciso da altre società. Sulla panchina nerazzurra arriva Eugenio Bersellini, che nonostante la dote di uno Scudetto vinto con l'lnter quindici anni prima, mostra una certa desuetudine di fronte ai veloci cambiamenti che attraversano il calcio italiano, sia dal punto di vista tattico sia nella gestione degli uomini. La bella vittoria ad Acireale a metà marzo appare rimettere in carreggiata l'annata pisana, sennonchè contro il Ravenna la domenica successiva fa serpeggiare le prime angosce. Il Pisa esce dalle ultime quattro posizioni sfoderando grinta a mandate nella vittoria in casa con l'Ascoli, e nel pareggio di Verona. All'ultima giornata, però, avviene I'imprevedibile. In un'Arena Garibaldi riempita da 18mila spettatori, il Pisa contro la già salva Fidelis Andria non riesce ad andare oltre lo 0-0, penalizzata dalla giusta espulsione di Cristallini a fine primo tempo e dall'incredibile incapacità di creare una limpida azione da goal. Lo stadio è ammutolito al fischio finale, che sancisce la necessità di uno spareggio contro l'Acireale. Anche Romeo non sembra più avere la carica di una volta, costringendo la squadra a tre spostamenti di ritiro di fronte alle incertezze della Lega, che cambia conti-nuamente data e sede della partita chiamata a sancire la quarta retrocessione. A Salerno, contro i granata siciliani, a poco servirà una curva piena di pisani e la simpatia degli appassionati locali. Bersellini non azzarda una sorpresa che sia una per spiazzare l'Acireale, la squadra gioca una partita monocorde deprimendosi progressivamente di fronte alla propria impotenza offensiva. Si arriva così quasi rassegnati ai calci di rigore, che fanno cadere drammaticamente il sipario sull'epoca d'oro del Pisa Sporting Club.


Ecco la classifica finale di questo campionato:

SERIE B 1993/94

1. Fiorentina 50
2. Bari 45
3. Brescia 44
4. Padova 43
5. Cesena 43
6. Venezia 40
6. Ascoli 40
8. Ancona 39
8. Fidelis Andria 39
10. Lucchese 37
10. Vicenza 37
10. Verona 37
10. Cosenza 37
14. Palermo 36
15. Pescara 35
16. Acireale 35
17. Pisa 35
18. Ravenna 31
18. Modena 31
20. Monza 23

 

Pisa 1993-94

Ultimo aggiornamento Giovedì 27 Agosto 2009 11:59
 

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